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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
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I tre attori delle convention di primavera: agenti, sponsor e organizzatori

Il meteo volge al bello (insomma…), quindi tempo di convention: eserciti di agenti di viaggi conquistano navi (per i croceristi) e villaggi (per tour operator e network). Solo nell’ultimo week-end si sono fronteggiati Gattinoni (a Pollina) e Uvet Travel System (al Riva Marina). Vittoria a pari merito.

Al tema ho già dedicato un post e di convention ne avrò viste un centinaio, in tanti anni, ma ogni volta imparo qualcosa di nuovo e di utile. Per esempio, che gli attori che interagiscono sono sempre e solo tre.

1) Agenti di viaggi: sono i protagonisti (quelli imbarcati su Costa Favolosa addirittura 'Protagonisti del Mare') e il motivo essenziale per cui la convention viene organizzata. Devono essere entusiasti, coinvolti, puntuali e – soprattutto – tanti. Perché il successo di una convention si misura anche da quanti agenti è riuscita a raccogliere: “Noi ne abbiamo fatti 600!”, “Noi 450, ma avevamo una parte del villaggio non accessibile…”, “Noi 320, ma di quelli veri, non parenti/amici/dipendenti”.  È paradossale come – per t.o., crocieristi e network – le agenzie siano sempre troppe (“Eh, certo, 6000 sarebbe il numero ideale…”), ma alle convention che organizzano siano sempre troppo poche.

2) Sponsor e fornitori: sono quelli che – la faccio breve – cacciano i soldi. Senza i quali la convention non si potrebbe organizzare, o almeno non in quel villaggio appena rinnovato, non con i voli charter, non con il catering di lusso. In cambio del vil denaro ricevono visibilità, ovvero la garanzia (bah, diciamo la speranza…) che gli agenti presenti si ricordino di loro quando devono vendere un’assicurazione, un volo o un pacchetto. Il guaio è che chi rappresenta sponsor e fornitori – di solito il commerciale, più raramente i vertici – frequenta convention in maniera seriale, ripete innumerevoli volte lo stesso speech, ma soprattutto – quando va a nanna, disfatto dopo l’ennesimo open bar in discoteca – non sa più se è in nave, in hotel o chissadove.

3) Organizzatori: essenzialmente di due tipi, ovvero t.o. e villaggisti da un lato, crocieristi dall’altro. Sono quelli che svolgono la gran parte del lavoro, perché muovere 4 o 500 persone per tre giorni da un capo all’altro del Mediterraneo è roba pesante. Faticano come bestie per un mese, ma si distraggono pensando all’ospite d’onore da portare sul palco: da Eros Ramazzotti (in doppio show, perché a teatro non ci stavamo tutti) al comico passato di moda (che viene in cambio di vitto e alloggio), dal calciatore tatuato all’ex campione imbolsito, in trent’anni ho visto di tutto. Perché il successo della convention si misura anche in base alla notorietà dell’ospite d’onore e al numero di selfie da lui generati.

Poi arriva una Bebe Vio, che dal palco ti parla per quaranta minuti di forza, di volontà e di salvezza, e ti fa sentire piccolo piccolo.

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