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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
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Ota Viaggi e ScuolaZoo Viaggi Evento: ecco i tour operator del III millennio

È cosa nota che il modello di tour operator tradizionale sia in crisi da tempo. È cosa altrettanto nota che i nuovi modelli di business facciano fatica a imporsi: chi c’è riuscito detiene prodotto in proprio (i villaggisti, da Club Med a Valtur, da Veratour a Nicolaus, e i croceristi), fa forza sulla qualità del prodotto e sull’assistenza alle agenzie (Quality Group, Viaggi del Mappamondo) o investe in tecnologia (Alidays, Press Tours, Naar). Il modello generalista è rappresentato solo da Alpitour ed Eden Viaggi, ma anche loro hanno dovuto adeguarsi ai cambiamenti, negli ultimi anni.

Eppure c’è chi riesce a imporre un nuovo modo di fare tour operating, eccome. Basta cercarlo, perché magari non si tratta (ancora) di nomi noti e lavorano tanto sotto traccia. Ne cito due.

Ota Viaggi è un t.o. specializzato in soggiorni mare in Italia, basato a Roma, fondato 25 anni fa e guidato dalla famiglia Aprea. Il catalogo Mare Italia 2016 presenta 60 strutture a 3/4 stelle in tutto il sud Italia, con i 27 hotel/villaggi della Sardegna a fare da capofila: stampato in 400.000 copie (numeri da t.o. di una volta...) e distribuito in 7.500 agenzie. Solo linea (o traghetti, o trasporto in proprio), niente charter. Solo Italia mare, niente estero. Solo prodotti commercializzati, nessuna gestione in proprio (sebbene ci siano strette partnership con Club Esse e ITI Hotels). Avete mai notato una foto dei titolari Aprea sulla stampa di settore? Avete mai visto uno spot di OTA Viaggi in TV? Né l’uno né l’altro. “Sardegna. Da giugno previsto il sold out” si legge su questa testata: sarà vero? Chiamate i 35 operatori telefonici Ota Viaggi e ne avrete conferma. Massimo Diana, direttore commerciale che non vuole farsi chiamare direttore, non ha neanche un commerciale. “Non ne ho bisogno, ci sono io, c’è la squadra... Piuttosto, mi arrabbio quando sento dire che in Italia non ci sono opportunità per i giovani, non è vero! Hai vent’anni, vuoi lavorare sul serio? Vieni da me in ufficio, siediti con me davanti al pc, che ti spiego io come funziona”.

ScuolaZoo Viaggi Evento è un t.o. strano a cominciare dal nome. “A 19 anni creo un blog sul quale caricare foto e video di denuncia della mala istruzione girati all’interno delle scuole: il primo lo carico io, il mio professore d’italiano che s’addormenta all’esame di maturità. Così nasce ScuolaZoo” racconta Paolo De Nadai,  founder & CEO di OneDay Group, che oggi di anni ne ha 27. “Nel 2009 mi laureo in Economia Aziendale all’Università di Padova e quell’estate organizziamo il primo Viaggio Evento di ScuolaZoo, in collaborazione con tour operator terzi. Fondiamo la prima società, dal 2012 diveniamo autonomi attraverso la creazione di un t.o. interno, SGTour, che gestisce oltre 12.000 partenze all'anno. Oggi OneDay Group conta circa 70 dipendenti, con un età media di 27 anni, e fattura 10 milioni di euro, con una crescita del 40 per cento anno su anno”. Sorvoliamo su età media e incremento del 40 per cento, e apprendiamo che  ScuolaZoo Viaggi Evento conta oltre 2,5 milioni fan su Facebook e 2 milioni di follower su Instagram, come ha riportato fedelmente questa testata. E magari facciamoci, noi non-Millennials, qualche domanda.

Poi dicono che il tour operating non va più...

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