Ultimo aggiornamento alle 14:11

Tracce di cambiamento

Laura Rolle, Docente di semiotica all’Università di Torino
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World sleep day

Abbiamo sempre più bisogno della tecnologia per dare senso alla realtà. Sia chiaro, non mi stupisco. Ma, da ricercatrice e consulente che da sempre studia il modo in cui le persone (i cosiddetti “consumatori”!) attribuiscono significato e valore a brand, prodotti ed esperienze; osservo ancora con molto interesse i segnali di questo atteggiamento che porta la tecnologia ad agire nelle nostre vite come oggetto magico.

Nelle fiabe c’erano bacchette, lampade e anelli fatati… nella nostra quotidianità ci sono finte finestre che ci offrono una luce come quella del sole, calibrandola sui nostri bisogni, e sfere che riequilibrano i ritmi sonno-veglia, garantendoci un riposo corretto.

Non si può non notare come attraverso un oggetto tecnologico rivediamo il valore di cose semplici e fondamentali come il sonno, il piacere della luce naturale e del tepore del sole primaverile.

Beni alla portata di tutti, che diventano significativi perché il prodotto tecnologico ce lo indica. Il 16 marzo è la giornata mondiale del sonno e Wired elenca i 10 gadget che ci garantiscono il riposo perfetto: gli occhiali per contrastare il jet leg, la maschera che monitora le fasi del sonno e ci sveglia solo al momento giusto, e poi ancora fasce per la testa e anelli o lampade che aiutano ad addormentarsi più serenamente e velocemente.

E subito nel turismo si parla di lusso del sonno… e la cosa ci trova d’accordo perché rientra a pieno titolo in quelli che abbiamo già da tempo definito “nuovi lussi” come il silenzio, il buio o lo spazio.
Ne avevo parlato già in alcuni articoli precedenti, anche in riferimento al benessere oltre la spa, volutamente senza far mai riferimento alla tecnologia.

Ma c’è davvero bisogno di questi oggetti tecnologici per costruire un prodotto turistico o per aumentarne il valore?

Il sonno come il silenzio, il buio (per evadere dall’inquinamento luminoso) possono diventare prodotti nella misura in cui sappiamo raccontarli e prima ancora “individuarli” come oggetti di valore.

In altre parole si tratta di provare a rileggere la propria offerta sotto un’altra luce, scoprendo magari che il cinguettio degli uccellini la mattina può diventare un lusso, cosiccome il lenzuolo di tessuto naturale, fatto a mani come una volta, o come la stanza che affaccia sull’alba al mattino diventa sorgente di benessere ( e non solo quella sul mare).

Ancora una volta la realtà è sempre lì, è piuttosto lo sguardo di chi la osserva e la interpreta ad attribuirgli significato e valore.

Quante altri tesori nascosti abbiamo già a disposizione e non stiamo raccontando?


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