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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
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Consigli di lettura (solo per lettori forti e intellettualmente liberi)

Questo post ha un obiettivo ambizioso: spiegare, a chi si occupa di turismo, cosa convenga leggere e cosa no, sui quotidiani che sfogliamo tutti i giorni. Non quali testate considerare e quali ignorare (sarebbe un discorso politico, e questo blog non fa politica), ma quali giornalisti e quali esperti val la pena tenere in conto, per capire meglio il nostro mondo (e non solo).

Con due necessarie premesse: in generale, le testate generaliste (ovvero quelle che troviamo in edicola o sul web) di turismo capiscono poco e scrivono male, perché il tema è complesso e soprattutto è soggetto a banali semplificazioni (meglio l’incoming dell’outgoing, di vacanze si scrive solo a Natale e ad agosto, la solita storia del 13% di PIL ecc.); secondo, citerò autori non necessariamente competenti, nel settore, ma che hanno le idee chiare e sanno esporle in bello stile.

Ecco quindi, secondo il mio personale, parziale e quindi opinabilissimo giudizio, chi val la pena leggere:

i grandi sapienti, Ernesto Galli della Loggia del Corriere della Sera e Lucio Caracciolo di Repubblica (e Limes): il primo è storico e accademico, il secondo uno dei massimi esperti di geopolitica in Italia. Sono quelli che sanno spiegare temi complessi con concetti comprensibili (non semplici, bisogna aver studiato): perché la scuola versa nello stato in cui è e il MiC (ex Mibac, ex Mibact) è ridotto così; perché il Medio-Oriente è una polveriera e non se ne verrà fuori per decenni; perché la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle che si sono sperimentate fino ad ora (cit. Winston Churchill).

I reporter di una volta, Domenico Quirico de La Stampa e Lorenzo Cremonesi del Corriere della Sera, Fausto Biloslavo del Giornale e Paolo Rumiz del Piccolo: sono quelli che in guerra ci vanno sul serio e scrivono sotto le bombe, rischiando la vita e spesso scampandola per caso (Quirico venne rapito in Siria, nel 2013, e liberato cinque mesi dopo). Sono gli eredi dei Robert Capa della seconda guerra mondiale o delle Oriana Fallaci del Vietnam: ci aiutano a capire come i conflitti descritti dai sapienti si trasformino in guerra, con lacrime e sangue. Anche in paesi (Libia, Libano, Iran, ex Birmania) dove si andava per vacanza.

I direttori partigiani, Marco Travaglio del Fatto Quotidiano e Vittorio Feltri fondatore di Libero, Claudio Cerasa del Foglio e Vittorio Sallusti del Giornale: scrivono da dio, hanno il dono della sintesi e soprattutto - frequentando salotti e talk-show televisivi, dai quali  sapienti e reporter rifuggono - sono sempre sul pezzo. Ahimè sono percepiti, anche se non sempre lo sono, di parte, quindi su un tema divisivo (a caso, il nuovo Ministero del Turismo) possono scrivere tutto e il contrario di tutto.

I fustigatori della casta, Gian Antonio Stella del Corriere della Sera e Sergio Rizzo di Repubblica: la casta (1.200.000 copie, 22 edizioni, dal 2007 a oggi) l’hanno inventata loro, quindi chi meglio di Stella e Rizzo (la versione su carta della Gabanelli di Report) può menare fendenti sugli infiniti scandali italici? Nel turismo, parchi pubblici trasformati in aree edificabili; assessori che si lasciano comprare con un viaggio a Dubai; cubature alberghiere che si moltiplicano a ogni cambio di giunta comunale... Un cahier de doléances che non avrà mai fine, peggio con l’imminente arrivo dei miliardi del Recovery Fund.

I veri esperti di settore, Leonard Berberi del Corriere della Sera e Andrea Giuricin professore Uni Bicocca: ne cito solo due, in rappresentanza dei tanti che ognuno di noi legge, ma questi sono veramente dei fuoriclasse. Sanno soprattutto di compagnie aeree e mobilità, Berberi ne scrive sul Corriere, Giuricin viene intervistato tutte le volte che Alitalia dev’essere rifondata da capo (quindi spesso). Perché proprio loro? Perché sono giovani, perché hanno studiato, perché maneggiano numeri e dati, perché sanno farsi capire e - soprattutto - non danno la colpa al Palazzo se le cose vanno male.

“La preghiera del mattino dell’uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico” (cit. Friedrich Hegel). Buona lettura, quindi.

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