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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
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I Centennials? Una rivoluzione, come viaggiatori e come dipendenti. E nessuno è preparato

Kean e Zaniolo (giocatori di calcio della Juventus e della Roma, nati rispettivamente nel 2000 e nel 1999) NON sono Millennials, nonostante siano nati a cavallo del millennio. Sono Centennials o Generazione Zeta, ovvero giovani che oggi hanno dai 9 ai 23 anni. I loro fratelli maggiori, Millennials o Generazione Y, sono adulti, avviandosi ormai verso i 38 anni.

Perché gli attori dell'industria turistica dovranno far presto i conti con la Gen Z è ben descritto qui, ma conviene tenere a mente tre caratteristiche che rendono questa generazione del tutto originale:
- sono i primi nativi digitali: al contrario di chi li ha preceduti, non hanno mai visto un fax e ignorano cosa sia uno Startac Motorola; il loro universo è generato da e sullo smartphone;
- sono multietnici e gender-free: italiani, europei, orientali, bianchi, neri, gialli, etero, omo, LGBT sono categorie dei loro genitori, non comprese e non tenute in considerazione;
- saranno i più nomadi della storia: la Gen Z sarà la generazione che si muoverà di più nel mondo, nella storia della civiltà occidentale, per motivi di piacere e non economici o politici.

Tour operator, agenzie di viaggi e gli altri attori della filiera turistica italiana sono preparati all'impatto dei Centennials? Ovviamente no. Non lo sono né quando li blandiranno come clienti, né quando li assumeranno come dipendenti.

Perché, come clienti, i Centennials selezioneranno il prodotto su altri canali, si faranno consigliare da influencer e non da amici o agenti di viaggi, cercheranno esperienze e non destinazioni, pagheranno solo on line, posteranno video e stories (a proposito, non sanno neanche cosa siano le cartoline).

Perché come dipendenti cercheranno meritocrazia e incentivi a quelli bravi, vorranno capi che parlano la loro lingua, rideranno all'idea di lavorare dalle 9 alle 18, daranno per scontato lo smart-working e chiederanno quale welfare applica l'azienda, magari prima di sapere dello stipendio.

Basta alle imprese italiane "iniettare ventenni in azienda" (cito testuale) per avere nuova linfa e cercare nuovi consumatori? Lasciando ai posti di comando imprenditori Baby Boomers e amministratori delegati Generazione X? No, non basta. E quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi.

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