Ultimo aggiornamento alle 14:06

Whatsup

Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
|

Sei un manager appena entrato in azienda? Cinque regole per meritarti i soldi che ti danno

Ho elencato le 5 cose che deve fare un’azienda per permettere a un manager neo-assunto di lavorare bene, ecco cosa succede dall’altra parte, ovvero le 5 regole per meritarsi i soldi che un’impresa (con questi chiari di luna) dà a un manager appena arrivato:

1) non pretendere di cambiare il mondo: l’azienda è un meccanismo complesso, come quello di un orologio meccanico, ogni dispositivo ha il suo perché e deve armonizzarsi con quelli intorno; arrivare, guardarsi in giro, far capire che è tutto da rifare e poi pretendere di cambiare il mondo, in quattro e quattr’otto, è un errore capitale: come quell’allenatore che arriva in una squadra di calcio, butta all’aria il lavoro del predecessore, cambia metodo di gioco e becca quattro goal alla prima partita;

2) adattarsi e modellarsi al contesto: lavorare in un’impresa familiare o in un’azienda strutturata sono due cose diverse, e non si può ignorarlo; il buon manager l’ha capito in fase di colloquio e quindi arriva preparato: se l’azienda è familiare (la stragrande maggioranza di quelle turistiche lo sono), sa che la catena di comando è breve, che le decisioni vengono prese al volo e magari di pancia, più che di testa; se lavora in una multinazionale, magari quotata, sa che fatturato ed Ebitda contano sopra ogni altra cosa; il peggio è presentarsi con un business plan a tre anni, in inglese, da chi si rivolge ai propri dipendenti anziani in dialetto;

3) anche l’abito fa il monaco: appartengo a un’altra generazione, quando presentarsi al lavoro senza giacca e cravatta, senza camicia ben stirata e scarpe lucide, sarebbe stata un’eresia; oggi è cambiato tutto, e so di aziende digitali dove i dipendenti possono presentarsi in bermuda e ciabatte (orrore!). Ma se sei un manager e il tuo stipendio è importante, devi dedicare cura all’aspetto, che dev’essere ordinato e formale; ovvio, ai CdA non puoi essere l’unico in cravatta, ma neanche l’unico in T-shirt...  

4) essere sempre connessi: web e social hanno rivoluzionato gli orari di lavoro, il classico “dalle 9 alle 18, pausa pranzo inclusa” è andato in soffitta da anni; oggi è normale che si risponda a un Whatsapp alle 21 della domenica o si approvi il piano vendite in conference call la mattina del sabato. Ma soprattutto è improponibile che non si leggano le email o i messaggi la sera o nel fine settimana, soprattutto se comandi delle persone: ricordo un direttore vendite, appena arrivato in una grande catena alberghiera, che ha smesso di leggere le email il 23 dicembre e ha ripreso dopo Capodanno; pochi giorni dopo, non era più direttore vendite

5) mi merito e quindi mi pago lo stipendio: questo è il più importante di tutti, perché dev’essere il mantra del bravo manager. Quando ti svegli la mattina e prepari mentalmente la giornata di lavoro, devi chiederti: “Cos’è che faccio oggi per portare valore all’azienda?”. E la sera quando torni a casa: “Oggi ho fatto abbastanza per far guadagnare l’azienda? Domani cosa posso fare di più?”. E tra un week-end e l’altro. “Ma io, fossi il grande capo, mi riassumerei alla cifra che prendo?”. Se la risposta - sincera - è “sì” , allora sei sulla buona strada.

/* */

TI INTERESSA QUESTA NOTIZIA? ISCRIVITI A TTG REPORT, LA NEWSLETTER QUOTIDIANA


I blog di TTG Italia non rappresentano una testata giornalistica poiché sono aggiornati senza alcuna periodicità. Non possono pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. Le opinioni ivi espresse sono sotto la responsabilità dei rispettivi autori

Torna su
Chiudi