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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
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In agenzia si chiude il sabato a mezzogiorno e mezzo, e chi s’è visto s’è visto

Questa è (o era...) una delle settimane più redditizie, per le vendite di viaggi in agenzia. Troppo tardi per l’advance booking, ma troppo presto per i “disperati di Ferragosto”, quindi il tempo giusto per qualche bella pratica a prezzo pieno (o quasi...).

Quando il mercato tira, i negozianti fanno i sacrifici e restano aperti, anche il sabato e domenica: in centro a Milano o a Roma i negozi di abbigliamento, di accessori o di elettronica - nel periodo pre-natalizio - fanno un’unica tirata dalla prima domenica di dicembre al 24 sera. Poi cadono esausti, ma il loro dovere l’han fatto.

Sabato mattina 25 luglio ho quindi inforcato la Vespa e me sono andato in giro per agenzie su strada (non in centri commerciali, intendo) tra Monza, la Brianza e Lecco, a vedere quante fossero aperte. Ne ho controllate 11, solo due erano chiuse (una a Biassono, una a Lecco), le altre 9 tutte presidiate. Fino a mezzogiorno e mezzo, però. Perché al pomeriggio di sabato nessuna, ma proprio nessuna, prevedeva di accogliere clienti. Inutile parlare della domenica.

D’accordo, posso già immaginare l’obiezione dei colleghi: “Ho provato a tenere aperto di sabato pomeriggio, qualche volta... Non ho visto nessuno”. Oppure: “Passano quelli che abitano in città, fanno la gita e - già che ci sono - entrano dentro e ci chiedono un preventivo al volo, per poi prenotare nella loro agenzia, o su internet...”. D’accordo, tenere aperto al sabato pomeriggio vuol dire allungare ancora una settimana già faticosa, sottrarre tempo alla famiglia e non riposarsi abbastanza.

Ma - dico io - quanti sono i sabati pomeriggio nei quali varrebbe la pena sacrificarsi? Ho fatto i conti: 3 a dicembre, 4 o 5 tra aprile e maggio, non più di 7 o 8 tra giugno e agosto: in totale fanno 16, al massimo, su un totale di 52 in tutto l’anno. Meno di un terzo. Non mi pare un pegno così caro da pagare, se un minimo aiuta la propria attività.

Altrimenti finisce come quel collega, che proprio qui tra i blog del TTG, alza bandiera bianca: "Io è mesi che mando mail, iniziative, proposte, via sms, via mail, Whatsapp, messaggi diretti ai clienti...non interessa più niente, ormai ci vedono obsoleti.... tutti...".

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