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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
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A spasso per Milano, a contare le agenzie che non ci sono più

In una Milano insolitamente festaiola, per l'EXPO e per la Settimana della Moda, di gente in giro ce n'è tanta. Turisti, soprattutto, perché i milanesi lavorano e non hanno tempo da perdere in centro.

Italiani e stranieri, giovani e famiglie, ricchi e low-cost, hanno in comune due cose: mangiano e comprano. Bar e chioschi sono presi d'assalto, all'ora di pranzo, nonostante i prezzi non proprio low-cost. E tutti, ma proprio tutti, hanno un bel sacchetto griffato: Zara per chi si accontenta, Versace o Prada per chi può. Perché nel centro di Milano pare che ormai si facciano solo due cose: mangiare e fare shopping.

Nessuno si stupisce più che i "negozi di vicinato" siano spariti da decenni: sfido chiunque a trovare una latteria, un calzolaio o un'edicola nel "quadrilatero della moda" (ovvero il centro del centro).

Anche le agenzie di viaggi sono sparite. Una a una. In silenzio, han tirato giù la clèr (la saracinesca, in milanese) e nessuno ha versato una lacrima. Al posto di Rinaldi 1929 in C.so Venezia (1929 non é il numero civico, ma l'anno della fondazione...) c'è un negozio di scarpe. Nella Rinaldi di piazza Duomo da anni si trova un megastore di abbigliamento.

Sparite anche la MareNeve in via Manzoni e una delle prime Sestante in corso di Porta Romana. Forse qualcuno ricorda la prima Last Minute Tour della storia (!) che aprì in San Babila dentro al Fiorucci Store (sparito pure quello, nel frattempo). E nessuno, quando passa davanti a un anonimo camiciaio in corso Dante (quelle delle 4 camicie a 99 euro), sa che proprio lì si trovava la  sede storica di Chiariva, ovvero Chiari Sommariva, la prima agenzia di viaggi d'Italia, fondata nel 1878.

Bando alla malinconia, di agenzie di viaggi ce ne sono ancora, nel centro di Milano. Sono solo meno numerose di prima, ma certo più belle e accoglienti. Io intanto vado a farmi uno spritz in piazza Liberty e a comprarmi una T-shirt da Gap, in c.so Vittorio Emanuele. Lì dove una volta c'era il Club Méditerranée.

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