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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter
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Tipi da fiera: ovvero chi incontrerai al TTG Incontri

Frequento fiere da più di 25 anni e continuo ad andarci volentieri. Nei nostri tempi digitali e social, guardarsi negli occhi e stringersi la mano vale più di tre telefonate e cinque tweet.

Questa è la settimana del TTG Incontri e ci trasferiremo tutti a Rimini, per giocare a chi c'è, a chi non c'è e a chi ce l'ha più grosso (lo stand). In tanti anni a spasso per padiglioni ho imparato a distinguere alcuni personaggi particolari, sempre quelli e sempre uguali, a Milano, a Napoli o a Rimini. Ecco i miei tipi da fiera.

Il venditore a provvigione. È il commerciale di un'azienda che agli espositori cerca di vendere software o corsi di formazione, zainetti o materiale di cancelleria. Azienda che prima esponeva, poi ha deciso di tagliare stand e hostess (peccato, erano l'unica cosa interessante..) e ora sguinzaglia venditori rigorosamente a provvigione. Questi scelgono i potenziali clienti in base alle dimensioni dello stand, tramite un assioma grezzo ma efficace: hanno i soldi, quindi comprano. Vengono di norma rimbalzati alle hostess, che gli danno un po' filo, visto che l'anno prossimo potrebbe toccare a loro...

Il salutatore seriale. Lo incontri solo in fiera, probabilmente lo scongelano quando tiran su gli stand, alla vigilia, e lo ibernano alla fine. Una certa età, la giacca un po' lisa e la cravatta coi disegnini cachemire, in trent'anni ha fatto il commerciale per una decina di aziende, quindi conosce (e saluta) TUTTI. Solo che non fa differenze: sorriso complice / stretta di mano muscolare / confidenziale “ehi, come stai?” van bene sia per l'addetto booking ingrigito che per l'amm.re delegato rampante. Sia l’uno che l’altro, però, rimangono spesso basiti, chiedendosi “ma chi diavolo è?!”

Il nostalgico catastrofista. Un lavoro ce l’ha e magari è in fiera a fare del business, ma appena aggancia il collega giusto, rimembra le ultime 50 BIT TTG BMT e parte la giaculatoria: “Si, vabbè, ma ti ricordi a Stresa?! Allora sì che si facevano affari. A Napoli una volta ci portarono a Capri in elicottero! E a Milano conobbi Seedorf allo stand dell'Olanda!! E le feste?! Quelle sì che erano fighe... Vabbè, tanto andrà sempre peggio, finirà che lo stand lo faremo di carta, per risparmiare...”. L’interlocutore, stranamente con le mani in tasca, fa gli scongiuri.

Il commerciale festaiolo. Alle feste citate dal nostalgico catastrofista faceva il buttadentro, poi ha fatto carriera e ora fa il plurimandatario, ma l’anima del PR che alberga in lui risorge enfaticamente a Rimini. Siccome tutte le aziende che rappresenta fanno feste, aperitivi, after lunch, lui invita TUTTI a TUTTO. Timide banconiste in discoteca, attempati ragionieri al casinò, impegnati dirigenti al lounge: ha le tasche piene d'inviti e probabilmente prende una provvigione sul bar. Beh, si sa, chi campa più solo di turismo?!

Lo sguardo fuggente (o è strabico?!). Incontri il direttore di qualcosa in uno stand e cerchi di avviare un discorso sensato nel frastuono della fiera, ma lui un po’ ti ascolta, un po’ pare distratto... Non ti guarda negli occhi, lo sguardo è sempre oltre le tue spalle, lo giustifichi tra te e te con un “forse aspetta il Ministro Franceschini e vuole vederlo per primo!“, o peggio “dai, è strabico, non me n’ero accorto”. A un certo punto ti volti, e non c’è nessun ministro, ma le standiste della Repubblica Dominicana. Di spalle.

Il ramazzatore di fine fiera. È una figura quasi felliniana, ma siamo in Riviera, ci sta. Non è un addetto ai lavori e sa a malapena di quale fiera si tratti, tanto se le fa tutte. Arriva il sabato pomeriggio, entra grazie a un pass raccattato nel parcheggio, si aggira per i padiglioni che si stanno svuotando e ramazza quello che gli espositori abbandonano: borse, zainetti, penne, manifesti. Ma anche caramelle appiccicose e pasticcini riciclati. C’è la crisi, e le briciole del rutilante mondo del turismo fanno comodo anche a lui.

Buon TTG Incontri.

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