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Viaggi di marketing

Paola Tournour-Viron, divulgatrice per professione e per passione
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I primi della classe e la ricetta francese

Ci azzeccano sempre, i Francesi. E forse è proprio la loro capacità di azzeccare con estrema precisione l’onda da cavalcare a farne da anni - in ambito turistico - i primi della classe.

L’Esagono di cui raccontano è giocoforza sempre lo stesso, ma se provate a fare una carrellata delle copertine del loro magazine annuale, ci trovate sempre – dico sempre – l’intera destinazione declinata sul tema caldo del momento. Ma non ‘quel tema che va per la maggiore’ annacquato fra ‘varie ed eventuali’ forzosamente citate per dimostrarsi politically correct. No. La loro è da anni una scelta netta: un solo sguardo, puntato diritto su ciò che vuole vedere il viaggiatore in quel preciso momento storico e sociale. Un punto di vista unico e condiviso. Come, d’altra parte, richiederebbe il marketing più avanzato.

Dunque, in questo 2020 non potevano che essere il blu e il verde a dominare la scena. Il verde che - si badi - non è quello stereotipato e piuttosto sgualcito della natura selvaggia, ma quello dei muri vegetali di Patrick Blanc da cui occhieggiano le finestre in vetro specchiante tinte dal blu del cielo cittadino. Verde urbano, dunque, espressione manifesta dell’economia green, coniugato all’architettura più avanzata e tecnologica, convenzionalmente abbinata al colore blu, che è anche quello dell’economia digitale (*).
I due colori tornano – correttamente e coerentemente - nelle 90 pagine del magazine, in una celebrazione del Paese che spazia dagli orti urbani ai 1.500 progetti radunati sotto il claim Vegetalizziamo Parigi; passando per le tante espressioni creative della Land Art fino alla gastronomia plastic free servita al Mirazur di Mentone da Mauro Colagreco, primo nella classifica 2020 dei cento migliori chef del pianeta. Tutto questo senza dimenticare Nantes, città blu e verde per eccellenza, eletta nel 2019 capitale europea dell’innovazione (quindi blu) nonché capitale verde d’Europa nel 2013 e oggi seconda città green di Francia. In questo 2020, Nantes ha inaugurato il suo 101esimo giardino urbano, Le Jardin Extraordinaire, nato su un’area industriale dismessa e per gli anni immediatamente a venire conta già diversi nuovi progetti in ottica green. “La diplomazia verde è una parte essenziale dell’azione della Francia”, chiosa l’ambasciatore Christian Masset, sottolineando che “gli obiettivi fissati negli accordi di Parigi sono già stati tradotti in azioni concrete, in particolare – dice – nel settore del turismo”.

Oltralpe le linee della politica indicano dunque al comparto la direzione da imboccare, in un tandem che quando funziona risulta quanto mai vincente. “Dobbiamo saper rispondere alla sfida ecologica (…). Non è un tema tra i tanti (…). È un tema cruciale. (…) e la lotta per l’ambiente è prima di tutto di natura politica”, dichiarava il presidente Emmanuel Macron nel suo “Révolution”. Floridi lo ribadisce, hic et nunc, ricordando a tutti che ormai qualsiasi progetto economico non può che essere anche etico e politico, capace di coniugare politiche verdi e politiche blu. “Per favorire un modo di vivere insieme centrato sulla qualità delle relazioni e dei processi”. Anziché sul mero consumo. E sulle cose.

(*) si veda su questo il libro “Il Verde e il Blu” del filosofo contemporaneo Luciano Floridi, professore ordinario all’Università di Oxford.

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