Ultimo aggiornamento alle 10:05

Viaggi di marketing

Paola Tournour-Viron, divulgatrice per professione e per passione
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Oltre, molto oltre la fase 2

Per non aggiungermi al copioso e autorevolissimo magma di consigli per affrontare la fase 2 dell'emergenza Covid mi limito a rilevare con piacere la contingente riemersione del valore della competenza, qualità in passato sepolta con gaia disinvoltura - anche, e molto, dai turisti - e repentinamente tornata in superficie al capovolgersi del quadro.

Competenza della Medicina, ovviamente, ma anche della Politica e di chi in generale si occupa di organizzare tempi e spazi di vita umani. Vacanze incluse.

Ma perché questo revival? È solo la paura di ammalarsi a renderci più rispettosi dell'altrui sapere? Purtroppo, o per fortuna, la risposta è no.

Il bisogno di sicurezza
L'avanzata del paradigma securitario* anticipato in tempi ancora non sospetti dal noto psicoanalista Massimo Recalcati avrebbe infatti in ogni caso prodotto presto clienti più inclini ad apprezzare competenze ed esperienza. Ne è un indizio il ritorno del pubblico - anche giovane - nelle agenzie di viaggi.

La 'passione profonda per il chiuso, per la non contaminazione, per la difesa dei propri confini', tipica della nuova psicologia di massa tratteggiata da Recalcati, impattava infatti già prima della pandemia sui nostri stili di vita condizionando conseguentemente anche i comportamenti d'acquisto.

Un nuovo paradigma
Non è dunque il timore del Covid a renderci più cauti ma il diffondersi di un pensiero sociale nuovo, che dopo 'lo stordimento del godimento bulimico' che negli ultimi decenni ci ha visti pronti a correre qualunque rischio pur di possedere qualsiasi cosa (secondo i dettami dello sfiorito paradigma libertino), ci vede adesso più orientati a condurre una 'vita che si difende dalla vita' con una forte tendenza 'all'autoconservazione'.

Ne risulta che nel futuro non solo prossimo, l'ospite sarà molto più accorto nel misurare la competenza di chi si proporrà quale garante della sua sicurezza personale.

A partire da chi gestisce i siti web di territori e attività turistico-culturali - dove si consuma ampia parte della ricerca ispirazionale del viaggiatore - per arrivare ai banchi d'agenzia e d'hotel passando per i tavoli dei ristoranti e le sale dei musei, la differenza sostanziale la farà chi saprà dimostrare conoscenza vera, dando al viaggiatore tutte le rassicurazioni che si aspetta, non soltanto funzionali all'attuale emergenza ma alla complessa logica del nuovo paradigma.

Quella che si profila è dunque una grande opera di revisione psicologica dell'approccio al viaggiatore, che si sarebbe comunque rivelata necessaria nel medio periodo.

Indipendentemente dal virus, che l'ha solo resa più urgente.

*Le Nuove Melanconie, M. Recalcati, Raffaello Cortina Editore

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