Ultimo aggiornamento alle 10:33
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Le ambizioni
di Ryanair

di Lino Vuotto

Il piano di Ryanair per l'Italia ora è sul tavolo dei ministri del Turismo e dei Trasporti e il ceo Michael O'Leary attende risposte. Giù i costi e le tasse, è l'ultimatum, altrimenti l'impegno sull'Italia sarà ridimensionato.

Il progetto intanto appare ambizioso e non si preoccupa del calo che anche Ryanair sta facendo registrare sulla Penisola: "Purtroppo - sottolinea Michael Cawley, deputy chief executive della compagnia - dall'inizio del 2013 il traffico degli aeroporti della Penisola è diminuito di 2,2 milioni di unità, con un decremento di 5,4 punti rispetto ai primi quattro mesi del 2012".

Un trend che, secondo il manager, ha significato di fatto una perdita di 500mila turisti internazionali e un calo quantificabile di 330milioni in entrate turistiche. Sembra quindi allontanarsi il traguardo prefissato per quest'anno, comprensivo del definitivo sorpasso di Alitalia.

A meno di risposte positive e immediate dal Governo, che consentano di aprire 5 nuove basi, Comiso, Torino, Venezia, Salerno e Lamezia, e avviare le operazioni su Crotone, Salerno e Olbia. Con un grande obiettivo a lungo termine: 37 milioni di passeggeri nel 2018. Cifra che oggi appare quasi come fantascienza. Ma in casa di Michael O'Leary non si scherza mai.

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