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Tariffe aeree alle stelle

di Francesco Zucco

Domanda e offerta si scontreranno, facendo collassare la supernova del trasporto aereo in un buco nero che inghiottirà i portafogli dei viaggiatori. Sembra una delle solite profezie millenariste sulla fine del mondo e invece sono le previsioni di ‘mr. low cost’, Michael O’Leary (nella foto) in persona. Il ceo di Ryanair, in un’intervista al Sunday Times ripresa da preferente.com, ha spiegato perché secondo lui il 2022 potrebbe essere l’anno più caro per i biglietti aerei.

Tra domanda e offerta
Secondo il manager, le restrizioni messe in atto per contrastare la pandemia lasceranno in eredità al mercato da un lato una ridotta capacità delle compagnie, dall’altro una gran voglia di viaggiare. Insomma: il prossimo anno la domanda crescerà notevolmente ma andrà a scontrarsi con un’offerta ridotta. Il risultato, come recita la principale legge dell’economia, sarà un aumento generalizzato dei prezzi.

Il tutto comunque parte dalla convinzione di base di O’Leary secondo cui l’anno prossimo ci sarà una ripresa galoppante del turismo. Il ceo di Ryanair unisce questa riflessione al fatto che molte compagnie, negli scorsi mesi, hanno mandato in pensione diversi aerei per far tornare i conti. Ma l’offerta di seggiolini non è ricreabile dal nulla in pochi giorni: quando la domanda si impennerà, sostiene O’Leary, l’offerta non riuscirà ad incrementarsi allo stesso ritmo.

L’aumento dei costi
Per O’Leary, calcolatrice alla mano, ci sarà il 20% di capacità sul corto raggio in Europa; un conteggio che prende in considerazione tutte le riduzioni di flotta annunciate negli ultimi tempi.

Ma non basta. Secondo O’Leary ci sarà un ulteriore fattore in gioco: l’aumento dell’inflazione e l’incremento delle tasse legate ai voli.

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