Ultimo aggiornamento alle 11:06
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Intervista
con il direttore
Andorno e la sfida
di Torino

di Remo Vangelista

"Quando passi da 15mila a 100 passeggeri al giorno ti sembra quasi impossibile”. Andrea Andorno, ceo della Sagat di Torino, affronta la crisi dalla sponda aeroportuale. Sembra di sentire i passi delle persone nell’aerostazione mentre il manager spiega quanto “sia difficile a livello industriale sostenere un business che si muove con il 70% dei costi fissi e dalla mattina alla sera non ha più visto arrivare ricavi”.

Il periodo buio forse l’avete lasciato alle spalle. E adesso?
Adesso ripartiremo con le destinazioni nazionali sulla direttrice Nord-Sud Italia. Abbiamo segnali importanti dalle compagnie che servono Torino Caselle. Intanto si è lavorato sui protocolli e la struttura è stata riadattata a questa fase.

Blue Air era uno dei vettori di riferimento. Come intende ripartire?
La compagnia ha ridisegnato la base sulle linee domestiche e ripartirà entro fine giugno, ormai pare certo. Ma abbiamo l’attivazione di nuove rotte da parte di Volotea che servirà Alghero e Catania e la conferma di Ryanair. Insomma si vedono segnali di positività.

Un aeroporto da 4 milioni di pax con capacità di sviluppo avrebbe bisogno della nuova Alitalia.
Sul nostro scalo prima del Covid-19 valeva il 13%. Siamo tutti curiosi di capire come si muoverà. Per il momento abbiamo preso atto dell’intervento governativo per rilanciare la compagnia. Forse potevano guardare anche a tutti gli altri attori del comparto, non solo ad Alitalia.
Nelle parole di Andorno l’amarezza che attraversa tutto il settore per questo ennesimo finanziamento ad Az.

Sondando i sistemi di prenotazione emerge chiaramente che le tariffe estive saranno più basse rispetto al 2019. Sorpreso?
Era evidente che che in questa fase di riavvio sarebbe stato usata la leva del prezzo. Le compagnie aeree si stanno marcando strette per cogliere ogni minima opportunità. Forse vi sarà maggiore attenzione nella disposizione del piano rotte. Ora anche le compagnie low cost voleranno solo su direttrici in grado di partire subito con un tasso di occupazione interessante.

I vettori guardano prima a Milano e Roma. Siete preoccupati di restare ai margini del mercato?
No, assolutamente, perché le compagnie da sempre usano Torino come base di partenza verso i loro hub. Abbiamo una struttura ideale per il segmento business e dopo Roma e Milano ci saremo anche noi. Nessuna preoccupazione su questo.

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