Ultimo aggiornamento alle 08:29
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Alitalia, il socio a marzo
La corsa tra Delta e Lh

di Francesco Zucco

Il patto a marzo e il closing prima dell’estate. È questa la road map tracciata dal commissario Stefano Paleari (nella foto) per la vendita di Alitalia. O meglio, per trovare un partner da affiancare alle Ferrovie nella creazione della newco che dovrà rilanciare la compagnia. Le scadenze non sono casuali: sullo sfondo resta la data del 30 giugno, quando scadrà l’ultima proroga del prestito ponte concesso alla compagnia aerea, che dovrà restituire allo Stato i 900 milioni più gli interessi.

Un calendario che sarà rispettato “se tutto va bene”, come premette lo stesso Paleari in una intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore.

Dopo il turbinio degli ultimi due anni, in corsa sono rimaste sostanzialmente due opzioni per i possibli soci di Fs: la soluzione tedesca, con l’arrivo di Lufthansa insieme alla robusta cura dimagrante posta come conditio sine qua non sin dalle prime fasi della trattativa, e quella franco-americana, con Delta affiancata da Air France.

Le due strade
Sul piatto della bilancia, però, non ci sono solo le proposte avanzate dalle due parti. Nel Governo ci sono infatti due scuole di pensiero: come ha raccontato corriere.it da un lato la Lega spinge per la soluzione Lufthansa, mentre la componente Cinque Stelle dell’esecutivo (che può contare sul ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio) predilige il tandem Delta-Air France. Anche perché consentirebbe al Governo di mantenere il controllo della compagnia (dal momento che i due vettori si sono detti disposti a farsi carico del 40% per cento in totale della newco)

I risultati di Alitalia
Nell’intervista al quotidiano finanziario, Paleari rivendica anche i risultati ottenuti nei 22 mesi di gestione commissariale. “A marzo, per il 14esimo mese consecutivo è stata registrata una crescita del fatturato”, sottolinea il manager, facendo riferimento al +4% registrato lo scorso mese. E aggiunge: “In un anno il fatturato dei voli intercontinentali è salito del 7% e oggi rappresenta il 48% del giro d’affari, un risultato ottenuto a flotta costante”.

Paleari non ha neanche timore di ammettere che “la compagnia non è ancora profittevole”, ma tiene a precisare che la strada è quella giusta: “Il Mol è migliorato da -397 milioni di euro del 2016 a -153 milioni dell’anno scorso e prevediamo per il 2019 di arrivare al pareggio”. Insomma, "tra questi cieli turbolenti siamo riusciti nell'obiettivo di mettere in sicurezza la compagnia".

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