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Mistral Air, il tramonto
Il vettore
pensa al cargo

di Rita Pucci

Non sparirà dai piazzali degli aeroporti, ma pare proprio che Mistral Air abbia deciso di rinunciare in buona parte al trasporto passeggeri. Concentrando il proprio business sulle operazioni cargo di vettore postale.

Sembra dunque giunta al capolinea l’avventura nel mondo charter che il vettore fondato da Bud Spencer nel 1981, attualmente di proprietà di Poste Italiane, aveva avviato nelle scorse stagioni, tentando anche di rilanciarsi con un business model di impronta regional, che contemplava oltre al charter anche la linea.

La compagnia aerea, stando a quanto risulta a TTG Italia, ha anche interrotto le operazioni sul fronte commerciale che sino ad alcuni mesi fa la vedevano impegnata con tour operator e agenzie di viaggi. E dal suo portale web attualmente non è possibile effettuare prenotazioni per voli che non comprendano le rotte di continuità territoriale dalla Sicilia verso le isole minori. Evidentemente deve essere rimasto questo il corridoio di attività per la compagnia, che per far fronte a difficoltà finanziarie persistenti ha dovuto optare per una scelta drastica.

A fine 2017 il direttore commerciale Mark Camilleri, che aveva impostato il programma di rilancio dell’aerolinea e che a TTG Italia aveva ampiamente raccontato i progetti di ripartenza del vettore, avrebbe lasciato la società, stando a quanto si legge su ItaliaVola; lo stesso portale riporta l’effettiva chiusura dei collegamenti da Bari e Napoli verso l’Albania, avvenuta nelle settimane scorse.

L’aerolinea già nell’autunno 2017 aveva dato il via a un ridimensionamento importante del personale, ma ora parrebbe che l’avventura nell’affollata e competitiva arena dell’aviazione commerciale sia giunta al capolinea.

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