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Biglietteria aerea:
perché Ndc
non piace
ai dettaglianti

È un tema che scalda le agenzie di viaggi, quello dell'Ndc Iata. Lo standard distributivo fissato dall'associazione mondiale delle compagnie aeree, di cui il mercato parla da 8 anni, sembra non convincere pienamente gli attori della distribuzione, gds in primis. È quanto è emerso da un convegno sul tema svoltosi a Milano, che ha messo a confronto i player della distribuzione globale con la Iata stessa, e su cui si è innestato anche un secondo dibattito sponsorizzato da Fiavet che fatto il punto sulle problematiche del trasporto aereo.

Sebbene "Ndc rappresenti un'occasione in più per la distribuzione di pacchettizzare e personalizzare i contenuti", come sottolinea David Rutnam, Ndc regional implementation manager di Iata, sono in particolar modo i gds a mostrarsi poco entusiasti rispetto a questa evoluzione. "Ndc non è una tecnologia, ma uno standard distributivo - precisa Sandro Gargiulo, country manager Italia di Travelport - e noi dal canto nostro stiamo lavorando per poter offrire alle adv un panel di strumenti che mostri in contemporanea il full content e i canali tradizionali. Ma si tratta di uno standard che di fatto apre la distribuzione di ticket a nuovi soggetti della filiera".

Il valore dei gds
Più scettica la posizione di Sabre sul tema: "Anche ricorrendo a Ndc, il valore di un gds non è messo in discussione - sottolinea Marta Dall'Arche, corporate communication Sabre -. Di certo non sarà uno standard a cui i vettori ricorreranno nello stesso momento, aumentando le procedure per i nostri partner. Il dualismo però permarrà ancora per qualche tempo".

Sullo status quo di Ndc si sofferma Rutnam della Iata: "Attualmente ci sono 52 vettori in grado di veicolare il nostro standard e valgono il 48% del fatturato. L'obiettivo è arrivare al 55% in un paio d'anni".

L'adeguamento dei vettori
Alcune aerolinee, come Alitalia, sul tema si stanno adeguando: "Dopo i big americani e alcuni grandi europei, il 2018 potrebbe essere l'anno della svolta anche per noi - annuncia il distribution strategy & commercial system di Az Aldo Ponticelli - e se io fossi in dettagliante, ripenserei il mio posizionamento per adeguarmi agli standard".

Un lavoro che le agenzie difficilmente possono svolgere in piena autonomia: ´Viste le scelte di direct connection fatte da alcuni player (come Lufthansa, ndr)
- pone l'accento Geronimo Pirro, direttore marketing Amadeus Italia - è lecito che il tema lasci perplessa la distribuzione. Noi lavoriamo costantemente per far capire loro che si tratta di uno standard".

Il punto di vista delle agenzie
Dal punto di vista degli agenti la freddezza in merito è alquanto esplicita: "L'Ndc è uno standard che vende sì, meglio, i contenuti dei vettori - rimarca Mimmo Cristofaro, presidente di Espressamente Viaggi -, ma mette le agenzie in competizione con i gds". Più lapidario ancora Ernesto Mazzi, responsabile trasporti di Fiavet: "Lo standard Iata consente a una qualsiasi terza parte di intervenire nella distribuzione". Cosa che, va da sé, alle agenzie non piace affatto.
Rita Pucci

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