Ultimo aggiornamento alle 08:35
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Egitto e Medio Oriente:
il punto degli operatori

di Amina d'Addario

Non c’è la pioggia di disdette che ci si attendeva. Ma il conflitto in Medio Oriente sta comunque turbando la ripresa turistica di quelle destinazioni che, loro malgrado, vengono associate a una situazione di rischio.  

È così per l’Egitto balneare, il più colpito dal rallentamento del booking: “In questa fase gli eventi in Medio Oriente stanno certamente condizionando le prenotazioni, anche se - sottolinea Massimo Broccoli, direttore commerciale di Veratour - non in tutte le destinazioni. Quella che maggiormente è condizionata è per noi il Mar Rosso, mentre, per quanto concerne Oman e Dubai non stiamo registrando situazioni degne di nota”.

Ma richieste di cancellazione o cambio data hanno investito anche altri Paesi: “Ad oggi - spiega Barbara Marangi, general manager di Mapo Travel - registriamo circa un 20% di cancellazioni di viaggi per mete come Giordania, Egitto e Turchia, con quest'ultima che sta subendo meno. Stesso discorso per il capitolo nuove prenotazioni: al momento c'è una situazione di stallo, in un periodo dell'anno dove solitamente ci sono tante conferme”.  

Gli operatori stanno facendo però il possibile per tutelare i clienti e non ricorrere alle penali. “In merito alle iniziative che stiamo adottando per rassicurare il mercato - indica Giuseppe Falco, direttore prodotto di Fruit Viaggi - possiamo confermare che stiamo cercando di applicare la massima flessibilità predisponendo, per chi effettua nuove prenotazioni, delle tutele per garantire il viaggiatore in merito ad eventuali cancellazioni e cambi data. Inoltre stiamo valutando tutte le richieste di cancellazione di vecchie prenotazioni al fine di limitare il più possibile l'applicazione di penali”.

Maurizio Casabianca, chief commercial & operations officer di Going, esclude che rivedere al ribasso i livelli di pricing possa servire a invertire la rotta: “Altre situazioni simili ci hanno insegnato che non è mai il prezzo a convincere la clientela e francamente sarebbe poco professionale pensare possa essere questa la soluzione. Nessun operatore sta togliendo qualcosa alla programmazione sull’Egitto, ci stiamo tutti organizzando per affrontare al meglio questa situazione”.

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