Ultimo aggiornamento alle 09:33

Lady Globetrotter

Pamela McCourt Francescone, Giornalista giramondo
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La casa degli spiriti

Nel Sarawak, una stupenda regione malese sull'isola di Borneo, la nostra guida era Caroline e ci ha parlato a lungo delle tradizioni del Sarawak e della gente locale, animista e superstiziosa. "Prendi il caso del mio papà. È conosciuto come il Figlio del Bucero, perché quando lui è nato mio nonno aveva novantanove anni e una moglie molto giovane. Dicevano che un uomo così vecchio non poteva fare un figlio e che il vero padre di papà era il bucero, l'uccello simbolo del Borneo".

Durante il viaggio abbiamo visitato le grotte di Mulu, che sono tra le più grandi al mondo, e Carolina ci ha spiegato che era proibito cogliere fiori, scalfire rocce, rompere rami o ammazzare insetti. "Qui ogni cosa ha un'anima, e chi non rispetta la natura viene punito dagli spiriti".

La mattina dopo aver visitato le grotte, un ragazzo che stava con il nostro gruppo mi ha raccontato di aver passato una brutta notte. "Ieri sera prima di addormentarmi ho sentito un forte ronzio nella mia camera. Ho acceso la luce e vedendo un grosso calabrone che girava, ho preso una scarpa e l'ho ucciso. Ho spento la luce e subito la stanza si è riempita di strani suoni, risate, strilli e fischi e poi il rumore di un forte battito d'ali e ho sentito qualcosa graffiarmi la testa. Sono corso al bagno e infatti la testa mi sanguinava".

Togliendo il capellino mi ha fatto vedere sulla testa quattro lunghi graffi perfettamente allineati. "Carolina aveva ragione, ammazzando quell'insetto sono stato punito dagli spiriti di Mulu".


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