Ultimo aggiornamento alle 11:08
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Il ritorno della Cina spinge i consumi di lusso

Il lusso scommette sul ritorno della Cina. Che, comunque, registrerà un rallentamento: secondo il China Luxury Report 2024 di Bain&Company, dopo un 2023 chiuso a +12%, nell’anno in corso la crescita del mercato del lusso nella Repubblica Popolare si fermerà a un +4/5%.

“Il mercato del lusso in Cina non ha ancora recuperato pienamente - ha spiegato Bruno Lannes, senior partner di Bain&Co in un intervento riportato dal Sole 24Ore -. Il recupero è stato mitigato dal clima economico sfidante e dall’aumento dello shopping oltre oceano”. Secondo Bain nel 2030 la quota della spesa cinese potrebbe arrivare al 40% del valore del mercato del lusso, con il 24-26% in Cina.
La scommessa è quella sul ritorno dei cinesi a fare shopping in Europa e in Italia.

Il Capodanno cinese è un importante test: è la principale occasione di vacanza per i cittadini della Repubblica Popolare e il periodo in cui, per tradizione, i cinesi viaggiano di più. Il Capodanno lunare 2024, di fatto, rappresenta il primo in cui i cinesi possono viaggiare a pieno regime. Secondo il report Europe Branded Consumer Goods: Luxury Goods di Goldman Sachs nel triennio 2023-2026 la spesa domestica in prodotti di lusso europei dovrebbe salire in media dell’8% all’anno. Goldman Sachs stima che i viaggi dalla Cina aumenteranno del 16% la crescita della spesa verso prodotti di lusso di marchi europei nel cluster cinese.

Tornati al 70% circa rispetto al 2019 i voli internazionali da e per la Cina, i cittadini della Repubblica Popolare torneranno in Europa. Per vedere i loro livelli di spesa tornare allo stesso livello del 2019 bisognerà aspettare fino al 2026, quando il 42% della spesa dei cinesi in beni di lusso sarà all’estero.

In Italia, dove oltretutto i turisti extra Ue dal 1 febbraio possono beneficiare di spese tax free su una soglia di spesa più bassa di prima, i cinesi stanno tornando e stanno spendendo più di tutti. Secondo Global Blue nel quarto trimestre 2023 i turisti cinesi hanno inciso per l’11% sulla spesa tax free (nel 2019 erano la nazionalità principale con il 27%) ma sono primi per scontrino medio: mille 565 euro, +24% sul 2019.

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