Ultimo aggiornamento alle 08:07
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La Spagna turistica
impegnata nella sfida
più difficile di sempre

Doveva essere una delle mete più appetibili in epoca post lockdown: vicina, accogliente e molto amata dai turisti europei per i prezzi abbordabili e le lunghe coste balneabili. Invece l’estate 2020 si è tramutata in una stagione particolarmente difficile per la Spagna, che malgrado le rassicurazioni giunte a più riprese dal Governo e dall’ente spagnolo del turismo, è stata disertata dai turisti anglosassoni in primis ma anche dai nostri connazionali, che si sono visti imporre la quarantena al rientro dal Paese.

Cifre allarmanti
Le cifre relative al 2020 elaborate dalla divisione turismo di Simon-Kucher & Partners hanno delineato un quadro allarmante: quest’anno il Paese perderà oltre 54 milioni di arrivi internazionali, fermandosi sotto quota 30, contro gli oltre 83 milioni del 2019.

I provvedimenti in Catalogna
E lo scenario purtroppo per ora non accenna a mutare. È notizia delle ultime ore il fatto che la Generalitat de Catalunya abbia proibito le riunioni di oltre 10 persone, che siano in ambito privato o pubblico, mentre resta in vigore il divieto di fumo e consumo di alcolici negli spazi pubblici, la distanza di sicurezza e l'uso delle mascherine nell'ambito delle prevenzioni contro il coronavirus, come riportato da Ansamed su notizia di La Vanguardia.

Criticità a Gran Canaria
Attualmente è ancora possibile rientrare in Germania senza quarantena solo dalle Canarie, ma si teme un possibile blocco totale dei viaggi dalla Germania in quanto i contagi a Gran Canaria sono in aumento, mentre a Tenerife, Lanzarote e Fuerteventura le cifre restano basse.
La speranza è che il ritorno a una situazione di normalità post-vacanze possa contribuire a far rientrare l’emergenza patita soprattutto dalle destinazioni balneari.

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