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Cuba, luci e ombre:
per i tour operator
meta irrinunciabile

Cuba sì, Cuba no… L’annosa questione del trend turistico dell’Isla Grande continua a impegnare i tour operator che da una parte non vogliono rinunciare a una destinazione sempre amata dagli italiani, ma dall’altra riscontrano diverse criticità. È Giuliano Gaiba, amministratore delegato e direttore generale di Eden Viaggi, a sottolineare come Cuba resti una meta “della quale non si può fare a meno. Il punto da tenere sotto controllo è la qualità dell’offerta del servizio e su questo continueremo a lavorare”.

Qualità e prezzi da rivedere
Fra i nodi al pettine emersi, oltre a una qualità dell’offerta alberghiera spesso non in linea con gli standard internazionali e al caro prezzi, anche le difficoltà riscontrate nel noleggio auto, “che si trovano con grande fatica anche se prenotate in anticipo” aggiunge l’a.d. di Mappamondo, Andrea Mele.

Trend altalenante
Il trend delle vendite continua a essere altalenante. Secondo Stefano Pompili, direttore generale di Veratour, “il 2019 sta riportando in alto le vendite. Contiamo di chiudere l’anno con una cifra d’affari di 12 milioni di euro e 8mila passeggeri trasportati contro i 6mila 500 del 2018”.  
Chi fra i crocieristi ha scommesso su Cuba è sicuramente molto soddisfatto. “Per noi Cuba è una scommessa vinta – fa sapere il country manager di Msc Crociere, Leonardo Massa -. La meta vale sicuramente l’overnight per scoprirla con calma e il fatto di pernottare a bordo delle nostre navi ci consente di osservare standard qualitativi elevati”.
Anche Francesco Paradisi, senior manager business development Italia di Norwegian Cruise Line, conferma i valore strategico di una meta "ideale per un mix fra cultura, mare e natura”.
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