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Spagna: bilancio record, ma frena la spesa media

Archiviata quella che è stata definita dagli operatori del settore la migliore estate degli ultimi quindici anni, la Spagna ora si trova a fare i conti con l’altra faccia della medaglia: la saturazione dei maggiori siti turistici, specialmente quelli costieri.

A spiegarlo è Jose Luis Zoreda, il vicepresidente di Exceltur, l’associazione delle imprese di settore del Paese: “Per la fine anno - dichiara - prevediamo di arrivare a un totale di 75 milioni di turisti contro i 68 milioni del 2015”. Uno scenario difficilmente riproducibile in futuro, aggiunge Zoreda, anche perché “quest’anno sono quasi 4 milioni i turisti che hanno scelto la Spagna in alternativa a mete problematiche come Turchia ed Egitto. Si tratta, dunque, di una situazione momentanea e volatile”.

Il fenomeno Airbnb
Nei primi otto mesi dell’anno il totale di arrivi nel Paese è stato di 52,5 milioni, il 10% in più sul 2015, ma è diminuita la spesa media per visitatore - dal 2 al 6% in meno a seconda dei mesi - e si è accorciato anche il periodo medio di permanenza. “In generale - spiega Philip Moscoso, professore alla Iese Business School di Madrid - la tendenza è quella di risparmiare denaro: sempre più viaggiatori arrivano con vettori low cost e optano per tipologie di alloggio alternative agli hotel, come ad esempio gli appartenenti di Airbnb, un fenomeno che danneggia gli albergatori”. La tendenza è confermata da Exceltur: nel corso degli ultimi due anni, infatti, il numero di affitti attraverso piattaforme come Airbnb è salito del 75%.

Il punto di saturazione
La conseguenza è che mete come Barcellona e Isole Baleari hanno raggiunto il punto di saturazione, con pesanti ricadute anche sul fronte ambientale. La soluzione? Secondo Moscoso è di spostare il modello di ‘sole e spiaggia’ verso un tipo di turismo qualitativamente più elevato, come quello culturale. Altra proposta è quella di attirare più turisti asiatici, che in linea di massima al balneare puro preferiscono lo shopping e le visite ai siti storici. D’altro canto, però, sono gli stessi player di settore a essere refrattari a cambiare i target di riferimento e le proposte turistiche, proprio perché il modello mare consolidato ha avuto, quest’anno, un successo senza precedenti.

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