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Italiani in viaggio, le conseguenze dell'incertezza politica

Il clima d’incertezza politica non fa bene al turismo. Secondo Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio, è questa la spiegazione della diminuzione, a novembre, dell’indice di propensione al viaggio degli italiani. Secondo i dati dell’Osservatorio Confturismo - Istituto Piepoli l’indicatore del mese è stato infatti pari a 60 punti contro i 62 del mese di ottobre.

Un rallentamento che, secondo Patanè, è dovuto alla mancanza di certezze sul fronte politico, come dimostra la forte caduta della propensione al viaggio dell’ultimo trimestre rispetto al trimestre precedente. A percepire il clima d’instabilità sono 3 italiani su 4 ma, anche se il referendum costituzionale rimane una delle maggiori cause di questa incertezza, a livello globale il clima è il risultato dell’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti; quasi 2 italiani su 3 ritengono, infatti, che l’elezione del famoso miliardario abbia un impatto sull’incertezza politica globale, mentre più di un italiano su due pensa che le presidenziali Usa possano avere un forte impatto in Italia anche in termini di crescita economica, rapporti commerciali e prospettive di pace.

La scelta ricade sull'Italia
Per quanto riguarda, invece, le destinazioni, quasi otto italiani su dieci preferiscono l’Italia come meta per i prossimi tre mesi, con Trentino Alto Adige, Toscana, Lombardia, Veneto e Piemonte in cima alle preferenze. Il turismo culturale rimane la scelta principale dal momento che, secondo l’Osservatorio, un italiano su due che partirà in vacanza nei prossimi tre mesi sceglierà una città o una località d’arte. Tuttavia, data la stagionalità , nei prossimi mesi è prevedibile un incremento della scelta di località montane.

Leggi anche: Luca Patané, confturismo
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