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Turchia, l'altra faccia del mare

La strategia per affrontare l’estate guarda dritto al mare.

La Turchia si attrezza per proporre al mercato italiano la sua offerta balneare, forte della valorizzazione avuta dalla Fee, che ha premiato il mare del Paese con 355 Bandiere blu, con un incremento del 9,5 per cento sul numero di vessilli attribuiti alle coste turche nel 2011. Accanto a questo riconoscimento, il Paese ha destinato 128,5 milioni di lire turche nel corso di quest’anno per il rinnovo della strutture ricettive dedicate al balneare, un intervento che ha provocato non solo un complessivo miglioramento della qualità, ma ha funzionato da volano per la crescita di alberghi e resort dedicati ai turisti belneari.

“Il ricettivo ha fatto passi da gigante - testimonia Enis Ugur, direttore dell’ufficio cultura e informazioni dell’Ambasciata di Turchia -. Se nel 2002 sul territorio c’erano solo 419 hotel a 4 e 5 stelle, a fine 2011 l’aumento di disponibilità di strutture di medio e alto livello è stato del 131,2 per cento, con 969 hotel”. Insomma, un Paese agguerrito anche sull’offerta balneare, che ha l’obiettivo di porsi come parte attiva del polo di attrazione che è rappresentato dal Mediterraneo.

E a spingere in avanti i numeri della Turchia un notevole aiuto arriva da Turkish Airlines, vettore in fase di grande sviluppo. Solo dall’Italia la compagnia vola oggi da sette aeroporti ma, a breve, partiranno i collegamenti bigiornalieri da Bologna, con 14 rotazioni a settimana. E gli obiettivi del vettore sulla nostra Penisola sono di ulteriore sviluppo. “Stiamo pensando a un ottavo scalo - dice Tarkan Ince, direttore di Bologna della compagnia - sicuramente in Sud Italia, forse a Catania”. Le prospettive sono di aprire nel 2013, o forse nel 2014, ma nell’epoca in cui l’accessibilità è una delle chiavi del successo di una destinazione, il vantaggio competitivo di una rete di collegamenti forte è evidente.

E il Paese, infatti, brucia un record dopo l’altro nei numeri degli arrivi, anno su anno e mese su mese. A guidare la macchina turistica è la locomotiva Istanbul, e con lei tutte le destinazioni del turismo culturale. Per questo, la proposta mare della Turchia non arriva da sola: “La promozione del prodotto mare - dice Ugur - non deve essere slegata dal turismo culturale”.

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