Ultimo aggiornamento alle 11:14
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“Agenzie, non vendete
le assicurazioni”:
la provocazione
di Ami Assistance

L’Idd comporta troppi costi a carico delle agenzie di viaggi, costi che non saranno controbilanciati da ricavi sufficienti per coprirli: meglio, allora, vietare la vendita di assicurazioni ad agenti di viaggi e tour operator e istituire la figura dell’agente assicurativo ‘di vicinanza’, che possa mantenere un contatto costante e collaborativo con gli operatori del turismo.

È questa la provocazione che Gualtiero Ventura, presidente di Ami Assistance lancia al mondo del turismo in una lettera indirizzata a Fulvio Avataneo, presidente di Aiav.
Secondo Ventura, infatti, “se tutto dovesse rimanere così come riportato nell’Idd appena pubblicato, l’applicazione di tali norme comporterà diverse criticità amministrative, organizzative e soprattutto numerosi costi a carico delle adv non controbilanciati dagli eventuali ricavi”.

In particolare, il presidente di Ami Assistance sottolinea la necessità di una formazione specifica e di capacità finanziaria obbligatoria. “Ogni anno, ad esempio, gli addetti dovranno effettuare 15 ore di formazione, che per un dipendente costano circa 300 euro – spiega Ventura -. Inoltre, l’intermediario dovrebbe possedere in modo permanente una capacità finanziaria pari al 4% della somma dei premi incassati e comunque non inferiore a 18.750 euro. Per mantenerla, applicando la stessa modalità di calcolo, dovrebbe incassare premi assicurativi per 468.750 euro”.

Un impegno pesante per le agenzie, tanto che Ventura lancia la sua provocazione: “Proporrei di vietare la vendita delle polizze da parte dei tour operator e delle adv e di istituire la figura dell’agente assicurativo ‘di vicinanza’. In questo caso, dato che il business di questa nuova professionalità non si limiterà certo alla vendita di 20/30 polizze l’anno nel comparto del travel insurance, le eventuali norme da seguire già sarebbero il suo pane quotidiano così come l’impatto economico sarebbe del tutto risibile rispetto al monte globale di provvigioni che percepirebbe per la sua attività principale”.

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