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La sicurezza del pacchetto charter

È una questione di costi, ma anche, e forse soprattutto, una questione di comodità. Così spiegano gli agenti di viaggi la preferenza che gli italiani, anche quest’anno, hanno accordato ai Caraibi classici, quelli che da sempre attraggono i turisti tricolore. Messico, Cuba e Repubblica Dominicana sono fra le scelte più gettonate dai nostri connazionali in agenzia, che li hanno richiesti e li stanno richiedendo per staccare la spina dal freddo e concedersi una vacanza nel bel mezzo dell’inverno.

“Certo, le Antille o le altre isole più piccole sono oggettivamente più care, anche a causa dei voli di linea - dice Paolo Passarella, amministratore delegato di Smiling Sun Travel a Torino -, ma bisogna anche considerare la predilezione degli italiani per il charter, che non li obbliga ad effettuare scali e a doversi organizzare troppo”. L’abitudine al modello charter è decisamente molto radicata: “Il problema è che molti operatori non si sbilanciano con il charter - osserva Luca Ricci, direttore tecnico di Novevie Travel a Firenze - e ora riabituare i clienti alla linea è un problema”. Non solo, aggiunge Vito Guccione, direttore tecnico di Etlimarca Viaggi a Treviso: “Il cliente cerca l’all inclusive perché ha paura delle spese a sorpresa”.

Un concetto, quello dei costi imprevisti, sul quale torna anche Renata Pinardi, titolare di L’Arciere Viaggi a Torino. “I Caraibi sono andati abbastanza bene, ma certo alcuni clienti sono rimasti perplessi non tanto dalle cifre richieste per il viaggio, quanto dai costi aggiuntivi. Iscrizioni, assicurazione, carburante, tasse: diciamo che alcuni operatori sono stati meno chiari di altri nella spiegazione di queste spese extra da aggiungere al costo del pacchetto e alla fine le pratiche chiuse si sono ridotte”.

Questione di budget
La scelta del prodotto classico charter e villaggio è stata determinante anche per Pamela Vijno, addetta vendite di Havaianas Viaggi a Roma: “Ad andare di più - conferma - sono stati i classici Cuba, Messico e Repubblica Dominicana, sia per i prezzi, sia per la comodità del charter”.

Il charter, e soprattutto la sicurezza dei costi, sono quindi il discrimine per le adv. “Non è una questione di mancanza di denaro, o non solo - spiega Katia Putignano, titolare di Sognisoloviaggi a Milano -. Nella mia esperienza, è la mancanza di sicurezza a condizionare le scelte di vacanza”. Si preferisce, quindi, essere certi della spesa complessiva che si deve affrontare. E questo è un problema ancor più della spesa vera e propria. Anche perché, dice Maurizio Cibelli, addetto vendite di GtViaggi a Salerno, “i prezzi non si sono ribassati più di tanto, non ci sono state offerte sempre e comunque”. Una pratica, nel periodo fra Natale e Capodanno, arrivava ai 2.500 euro a persona senza tasse.

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